A proposito di splendere.

SPLENDI PIÙ CHE PUOI, SARA RATTARO.

SINOSSI

L’amore non chiede il permesso. Arriva all’improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfetto. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d’umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all’inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l’altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l’uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a sé stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà il coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può.

TITOLO: Splendi più che puoi
AUTORE: Sara Rattaro
EDITORE: Garzanti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 31 marzo 2016
PAGINE: 220

 

SARA RATTARO.

La mia recensione

A proposito di SPLENDERE.

 

Ho letto diversi libri di questa autrice, scoperta per caso mentre ero alla ricerca di un titolo in italiano.

Trovo che Sara Rattaro scriva talmente scorrevole al punto di permettere di divorare i suoi libri con facilità coinvolgendo comunque al lettore nelle storie.

Tutti vogliamo storie da leggere e quando queste toccano un argomento delicato è una sorta di manifestazione, un modo di istruire ed esortare al popolo.
Questo libro è un racconto reale di incoraggiamento e di speranza, di splendere il più possibile.

L’inizio mi ha colpito molto, «Ti insegnano a non splendere, tu invece splendi» una frase di Pier Paolo Pasolini, e da qui nasce subito una domanda esistenziale, stiamo vivendo in una realtà talmente violenta con la piena consapevolezza che non basta più leggere le notizie, sentire parlare sui telegiornali o condividere i post contro la violenza di genere sui social?

Emma, una ragazza creativa e vivace, cresciuta sotto le regole genitoriali di comandi e condizioni,  inizia la sua vita con appena 19 anni, innamorata persa di Tommaso -20 anni più grande di lei- scappa di casa e vive per ben dieci anni una storia di convivenza mai accettata dai genitori, poi, Tommaso la lascia, ed Emma disperata, dopo le tipiche fasi del lutto, ossia lo shock della perdita e la tristezza, pensa di poter riconquistarlo facendosi bella, socializzando e mostrandosi interessante. Tutto il suo sforzo rende frutti però con un altro ragazzo che crede affascinante: Marco, con chi cerca di dimenticare Tommaso a tutti costi e si lascia andare.

Un atto di follia li porta al matrimonio di nascosto, dopo pochi mesi di stare insieme. Questo diventa l’errore più grande nella vita di Emma.

Gli sposi partono per un viaggio di nozze ed Emma non può ignorare il suo sesto senso, e ancor meno i piccoli segnali dei comportamenti strani in lui. Dal momento in cui, mentre in viaggio di nozze, vengono notificati che il padre di Marco muore è finita la gioia ed i sorrisi e la vera bestia rimane allo scoperto. Tutti i suoi atteggiamenti e manie s’intensificano col tempo portandola a vivere in incubo.

Sequestrata per circa 5 anni, mal trattata, picchiata, denigrata ed allontanata dalla famiglia, amici e lavoro, sottomessa e costretta a subire violenze anche dopo la nascita della loro figlia Martina finché non scappa per salvarsi e salvarla.
Emma lotta, perché non è la vita che vuole per la bambina.

Una storia vera, uno sguardo psicologico all’interno di un essere umano sottomesso che pensa di poter gestire la situazione da sola. Una donna che vive ormai senza senso del tempo poiché un giorno è uguale all’altro, perché le sue giornate si reggono sulla paura, angoscia, ansia, terrore, pianti in silenzio, sacrifici, confusione e in fondo con le sue ultime forze per amore a sua figlia, la bravura di scappare e cambiare la sua vita e splendere più che può.

Un libro ambientato negli anni 90, in Italia, cita anche delle leggi “storiche” che mi lasciano perplessa, facendo un punto chiaro della situazione: solo ora si inizia a prendere in mano la problematica della violenza, le conseguenze che sono di ordine sociale, economico e anche psicologico.
Splendi più che puoi è un risveglio, un invito ad uscire della negazione del problema, da tutti punti di vista.
La violenza domestica, che fino a poco fa era percepito come un affare privato, da risolvere o subire fra le mura della propria dimora inizia ora a cambiare, le persone stanno prendendo una visione diversa dell’argomento, ma non basta.

Bisogna educare i bambini con uguaglianza, capire che tutti possiamo fare delle scelte sbagliate ma non per questo meritiamo un castigo, bisogna essere consapevole che se una storia del genere arriva a nostra conoscenza, non possiamo ignorarla, è necessario affrontare l’argomento della violenza con gli uomini, non possiamo più essere superficiali. I padri che hanno figlie devono sapere che le proprie figlie crescendo cercheranno una figura che somigli a quello che conoscono nella maggioranza.

Questo libro fa riflettere e in automatico mi piovono i seguenti pensieri:

Gli uomini debbono pensare se sono il tipo di uomo che vorrebbero per le figlie.

I genitori dobbiamo crescere i figli promuovendo l’assunzione della responsabilità, empatia e rispetto ossia, eliminare la mentalità maschilista nell’educazione dei bambini.

Abbiamo bisogno di parlare con gli adolescenti, educarli ad una sana vita sessuale ed ancor di più educarli nell’emozioni.

Gli schemi di comportamento si ripetono, ed è imperativo stare attenti ai segnali, non dico vivere allerta, ma sì con cautela.

Inoltre, non possiamo tollerare la violenza di nessun tipo: nei nostri confronti, nei confronti del prossimo nemmeno reazioni o atteggiamenti violenti perfino di oggetti o animali e se mai ci dovessimo trovare in una situazione che sa di pericolo: CHIEDIAMO AIUTO, è sempre meglio se ci uniamo. Il silenzio non salva.

Le mie frasi favorite.

“Guarda sempre avanti, conta solo quello che vuoi fare adesso, e metticela tutta per goderti questo viaggio.”

“La fiducia è un lavoro duro da condividere.”
“Amare qualcuno davvero significa concedergli di toccarci il cuore senza difese o precauzioni.”

“Non esiste la coppia perfetta. Nessuno può amarsi per sempre, nutrire infinita fiducia o costruire un rapporto del tutto privo di minacce. Esistono solo impavide persone che nonostante tutto ci provano. A volte ci riescono.”

 

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