FERTILITY DAY? Ma per favore!!!

Anche io sono allibita.
Una volta, in un percorso di selezione di personale per una posizione di lavoro sono arrivata all’ultima fase dove si dovevano vedere le condizioni dell’eventuale contratto, prima però mi chiesero se avessi figli e l’età (dissi la verità) dopodiché tante grazie e arrivederci con la motivazione che avevano bisogno di persone completamente disponibili.
 
Poi, mi ricordo anche quando ad una cara amica mia la invitò a pranzo il capo, per parlare del contratto a tempo indeterminato, solo dopo di aver fatto un questionario con domande tipo:
Che progetti personali hai? Sei sposata? etc, per poi dire che il contratto a tempo indeterminato era in cambio di un rapporto lavorativo stabile per almeno 2 o 3 anni.
 
E che ne dite che l’anno scorso davanti ad una gravidanza che non è andata -purtroppo- a buon fine, nel momento di chiedere permessi per visite varie (visto che per il tempo del contratto non ci sono ore di ROL) la domanda spontanea è stata “Ma non avevi detto che non avevi in piano altri figli”?
 
Vogliamo parlare anche del fatto che non ci sono grandi condizioni che facciano dell’Italia un paese “FAMILY – FRIENDLY” (per dare seguito all’uso di lingue accattivanti) tipo Svezia per non andare lontano, 480 giorni di maternità pagata, scuole e mensa gratis, idee per far divertire i bambini? Ecco sempre in lì in 2014 sono stati pubblicati 2,066 libri per bambini, pre adolescenti e adolescenti.
Purtroppo mi sono trovata in posti dove non c’era nemmeno un seggiolone per i piccoli e così far mangiare i genitori con entrambe le mani, per non parlare di quante volte si guarda male ad una mamma lattante, in più se allatti in pubblico.
 
Vogliamo parlarne di quante volte sul treno non sono riuscita a salire da sola e meno male c’erano delle persone pronte a dare una mano? Alcuni posti e mezzi non sono attrezzati per bambini o per facilitare la vita dei genitori o chi per essi.
 
Poi i parchi pubblici, ci ho provato ma non riesco, faccio prima ad andare a fare aperitivo in un bar dove so che è vietato fumare, per esempio.
 
Meno male che uno dei 2 genitori, nel mio caso, ha un po’ più di flessibilità e siamo perfettamente scambiabili perché non è semplice poter mancare per malattia figlia, se si capisce fra le linee il motivo.
 
Amiche che hanno dovuto cambiare di posto per mangiare perché non si accettano bambini “rumorosi” (ossia bambini.)
Treni, metropolitane e bus dove ci si può meravigliare quando una persona lascia il sedile per i bambini e/o genitori con essi.
 
Ed il maltratto alle donne che partoriscono col cesario? E le critiche alle altre che non possono/vogliono allattare?  Sempre meno e meno parcheggi per famiglie, macchine sui marciapiedi e quindi meno spazio per carrozzine, bambini e persone in generale. 
 
Per cui io dico, fertility day? Ma per favore, un po di rispetto alla libera scelta di chi vuole o no diventare genitore, -perché che sia chiaro chi non ha figli non è un fracasso-, pensate alle possibilità e condizioni per chi vuole diventarlo a prescindere dello stato sociale e/o civile e rispetto a chi è già un genitore e si è visto nei diversi casi sopraccitati o altri ancora peggio.
Inoltre, cartoline di pessimo gusto.
Questa campagna è un insulto per chi non riesce a procreare e per chi vorrebbe ma non ha le condizioni lavorative per farlo.
E dove vogliamo andare che vedo in giro tante proposte di lavoro per “apprendisti con esperienza”? Perché, perché, perché questa campagna senza prima pensare di proporre le condizioni giuste per farlo?
Insomma, per quanto assolutamente mi piaccia e rispetti il paese che mi ospita, penso che certi personaggi fanno dell’Italia un circo e non lo merita né la nazione, né i cittadini italiani e non che abitiamo qui.
Grazie, ma al mio utero ci penso io, perché ai figli, scuola, mangiare, cure, divertimento, tempo e quant’altro ci penserò solo io.
 logo-fertility-day-2016-grande
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