cita CLAUDIA LORENA LOPEZ

Piccola biografia.

clareyes

Nata a San Salvador, El Salvador, il 21 gennaio 1976. Ha studiato Comunicazione e Giornalismo presso l’Università Centroamericana Jose Simeon Canas e Lingue e letteratura presso l’Università Pedagogica di El Salvador. Svolge anche un corso di pittura presso il Centro Nacional de ARte, CENAR, e attualmente lavora con i gruppi di bambini per aiutare nelle aree di lettura e scrittura.

È stata inclusa in otto antologie poetiche in Spagna; una in Messico e una in Argentina a. Ha vinto due menzioni d’onore nei concorsi tenuti in Spagna, sempre attribuita a qualità letteraria, e ha vinto un concorso internazionale, anche in Spagna.

Attualmente, ha scritto tre libri inediti “RAÍZ ÍNTIMA” (2015), “EFECTO MARIPOSA, una poética del caos” (2016) y “PIEDRAS DE FUEGO” (2016).

Quando compare la poesia nella tua vita?

A 16 anni

Come hai coltivato la poesia?

Ho abbandonato la poesia per molti anni la routine necessaria del lavoro e la crescita dei miei figli, ma era sempre nel mio cuore, come irrequietezza che non è mai scomparso. Nel corso degli anni ho riprendevo le mie idee con brevi testi che ho conservato. La morte di mio padre ha fatto esplodere quel momento importante in cui ho detto che la poesia sarebbe stata di nuovo, la radice della mia vita ed ho cominciato a leggere molto. Molte ore, giorno e notte. Racconti, poesia di autori nazionali ed esteri. Ritorno a Neruda, Benedetti, Octavio Paz. Ma mi sentivo incompleta. C’erano troppi autori che non mi ero goduta ed ho iniziato a cercare, non per scrivere come loro, ma per capire il concetto di mondo nelle lettere che avevano già partorito altre menti. È stato un viaggio difficile. Essere autodidatta è difficile, ma procura una sorta di libertà. Continuo col apprendimento quotidiano. Non si è buono o eccellente per la tecnica, ma per come concepisci l’universo, per il modo di governare situazioni di fantasia e vita reale quando si scrive.

Che consiglio puoi dare a coloro che hanno il desiderio di essere poeti?

Personalmente, credo che la poesia non è una carriera tecnica in cui si certifica in un dato tempo. È infinita, muta e si rinnova continuamente. La persona che vuole essere poeta, non solo deve desiderarlo o volerlo, ma deve scoprire nel profondo del suo cuore le risorse necessarie. Se si gestisce una tale constatazione, nasce la  magia. L’ideale è che uno riconosca se stesso e scopra se la scrittura è davvero parte del proprio corpo e anima. Poi, lavorare, leggere molto, scrivere tutti i giorni e di eccellere in ogni sfida personale, con la scrittura. Fino ad oggi considero che mi manchi molta conoscenza. E la sfida constane è migliorare la mia scrittura. Questo non finisce.

Pensi che la poesia sia un genere difficile da vendere?

Come ha affermato il poeta  salvadoregno  Otoniel Guevara: “La poesia non si vende, solo i libri.”

Quella frase riassume il tutto. La poesia non è in vendita, ma se ne parliamo come una categoria allora cito anche il poeta salvadoregno, Noè Lima: “La poesia non paga le bollette.”

E io aggiungo: però, alimenta.

Parliamo della tua poesia: Come è strutturata?

Io sono un’amante del verso libero. Riesco a malapena a chiudermi in tecniche specifiche, ma penso comunque dovrei conoscerli, studiarli e praticarli. È sempre parte dell’apprendimento e la conoscenza.

Che influenza ha la tua poesia?

Tanto per cominciare, l’universo, il mondo, la società. Ho scoperto che a parte i poeti universalmente noti, ci sono altre opere magnifiche, riconosciute, suggestive e accattivanti; mistiche, inoltre. Ho scoperto l’uruguaiano Rafael Courtoisie, il quale non avevo mai letto. Su raccomandazione ho letto lo statunitense Paul Auster e mi è piaciuto. Scoprì anche la poesia del cileno Raúl Zurita, Roberto Manzano, Cuba, Ciprian Cabrera Jasso, del Messico, tra molti altri. Mi hanno influenza, ma la mia scrittura in realtà l’ho forgiata con la ricerca e il consolidamento della mia identità di scrittrice. Non voglio piacere a tutti, ma piuttosto voglio che tutti sappiano che se mi leggono, sarà entrare nella mia bocca senza trucchi.

Hai un rituale per scrivere?

Durante il l giorno scrivo sempre vicino qualche posto all’aperto. Avendo alberi o suoni piacevoli intorno. In generale, i miei momenti di poesia sono a fine serata e la e la riprendo durante la notte.

Che cosa significa per la tua carriera,  “La Pluma del Guirre”?

Si tratta di una motivazione. È un modo di dimostrare che nel basico o semplice, come anche in quello che sta diventando difficile, posso andare avanti a passo firme, se non rinuncio a questo lavoro quotidiano pieno di amore che ho mi sono imposta come una priorità  nella mia vita. Essendo consapevole del fatto che i premi non sono ciò che ti rende un ottimo scrittore, o una persona importante, ma quello che hai in mente, che niente e nessuno può toccare o cambiare, se non è per migliorarlo.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Pubblicare il primo dei 3 libri inediti, nel mese di ottobre di quest’anno con una casa editrice straniera. Attualmente sto definendo i dettagli per consolidare la pubblicazione. Sono molto motivata.

 

…Prossimamente la sua poesia vincitrice…

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